Attilio Lolini è stato uno scrittore e giornalista, che si è dedicato particolarmente alla poesia. Scomparso il 22 giugno 2017 all’età di 80 anni, il suo lavoro ha attirato l’interesse del regista milanese Luca Sorgato, il quale si è avvicinato alla poesia dell’autore toscano proprio poco tempo dopo la sua scomparsa. La ricerca e lo studio di Sorgato hanno però portato alla realizzazione di una trilogia di cortometraggi dedicati e ispirati dal lavoro di Lolini.

Una foto di Attilio Lolini @Luca Sorgato
Attilio Lolini. Foto di Luca Sorgato

Nel 2018 esce Ventilatore nel quale è registrata la quotidianità di un uomo disilluso. Il film viene selezionato a festival come il Lamezia International Film Festival 2019dove vince il premio Colpo d’occhio per la Miglior Regia, l’IFF International Film Festival 2019 e il KOQIX Indie Fest 2020.

Nel 2019 è la poesia Pistacchi a ispirare l’omonimo cortometraggio. Un uomo sgranocchia dei pistacchi mentre nello stesso bar un altro uomo legge il giornale e il barista, indifferentemente, fa le sue pulizie quotidiane. Selezionato al Festival des Cinéma Différents et Expérimentaux de Paris 2020, al 45° Laceno d’oro – Festival Internazionale del Cinema, al Collateral 102 Cinefest 2020 e al KOQIX Indie Fest 2021, questo secondo cortometraggio è stato giudicato come il miglior corto, e con la miglior regia, al Collateral 102 Cinefest.

Nel 2020 la trilogia si completa con Sbadigli, dove un uomo vaga per un paesaggio post-industriale sotto di un sole spento. Il film chiude il 2021 aggiudicandosi il premio come Miglior Film al Beijing International Short Film Festival in quanto secondo la giuria “ha una struttura completa e un insieme integrato, che incarna pienamente il sottile interesse del cinema di poesia di Pasolini.”

L’opera di Sorgato è un tuffo in pieno nel mondo ideato da Attilio Lolini, il quale è il protagonista assoluto di ogni cortometraggio. In chiusura di ogni film, la poesia ispiratrice appare scritta su un supporto fisico e può essere così letta anche dallo spettatore. La poesia scritta apre una finestra sul mondo poetico di Lolini, che risulta ancora oggi sconosciuto ai più.

Renato Ansaldi in Pistacchi (2019), di Luca Sorgato - da una poesia di Attilio Lolini
Renato Ansaldi in Pistacchi (2019), di Luca Sorgato

Per questo abbiamo contattato lo stesso Luca Sorgato per poter conoscere meglio sia il suo lavoro che quello di Attilio Lolini, al quale lui ha un accesso privilegiato. Il regista lombardo ha infatti diretto accesso agli appunti e agli originali di Lolini, potendone così studiare il processo creativo e il pensiero, per poter poi approfondire ancora di più la propria ricerca artistica.

Luca, dopo aver visto la tua trilogia dedicata ad Attilio Lolini e alla sua arte, viene facile farti una domanda su quale sia il legame tra poesia e immagine. “Fin da quando mi sono avvicinato a Lolini, ho da subito sentito una grande affinità con il poeta. Purtroppo è morto nel periodo in cui mi sono approcciato alla sua poesia, ma mi sono comunque messo sulle sue spalle sfruttando la forza dei suoi componimenti poetici.”

L’ispirazione parte dalla poesia e arriva al film o da immagini e storie che vuoi raccontare che si legano con la poesia di Lolini? “La poesia di Attilio Lolini è sia punto di partenza che punto di arrivo del mio lavoro. I mie film differiscono però da un certo tipo di cinema cosiddetto poetico. Sono ancorato alla realtà. L’idea di tornare sulla poesia trascritta, per esempio, si avvicina molto a una specie di feticismo della poesia. Il lavoro di ricerca poi ti porta a scoprire luoghi dimenticati, parte di quell’immaginario decadente che caratterizza l’arte di Lolini.”

Luca Sorgato e Renato Ansaldi
Luca Sorgato, a sinistra, e l’attore Renato Ansaldi, a sinistra

Renato Ansaldi è l’attore principale in tutti e tre i cortometraggi. La sua corporeità grottesca sembra uscita da una poesia di Lolini. Persino la sua casa, che abbiamo poi utilizzato come set, è un luogo pieno di vita -quella di Renato appunto- ma allo stesso tempo dimenticato dal resto della società. Le abitudini e la loro routinarietà sono parte integrante del discorso poetico di Lolini, e quindi anche del mio. Per esempio, durante le riprese, chiesi a Renato di spostarsi a capotavola per avere una migliore inquadratura. Si accorse solo in quel momento di poter vedere il paesaggio dalla sua cucina.”

Hai altri progetti in cantiere? “Sto lavorando a due cortometraggi e a un lungo, i quali partono ovviamente da Lolini, dal quale non riesco a staccarmi. Il lungometraggio è tratto dal suo romanzo del 1987 Morte sospesa. Potendo lavoro sui suoi appunti ho scoperto come l’edizione pubblicata sia fatta di brandelli della bozza preparatoria. Per questo insieme alla casa di produzione cinquesei stiamo lavorando per ottenerne i diritti d’autore. Anche i due cortometraggi arrivano da Lolini ma mancano, questa volta, dell’elemento della poesia scritte.”

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