Uscito nelle sale italiane il 16 dicembre 2021, House of Gucci è indubbiamente uno dei film che ha suscitato più clamore in questa singolare stagione cinematografica. C’è chi lo ha amato e chi lo ha letteralmente detestato. Attualmente risulta comunque uno dei pochi successi di quest’anno.

L’opera in questione, diretta dal regista premio Oscar Ridley Scott, narra le vicissitudini economiche e familiari dei componenti di una delle famiglie più celebri del nostro paese, e nello specifico si concentra sullo scandalo che nel 1995 coinvolse Patrizia Reggiani, ex moglie di Maurizio Gucci. La donna fu infatti accusata di essere la mandante dell’omicidio del suo consorte e finì in carcere.

Ridley Scott si serve di un cast all-star per raccontare una vera e propria epopea familiare che per certi versi somiglia ad una tragedia shakespeariana. L’impeccabile Adam Driver e l’eclettica Lady Gaga interpretano rispettivamente Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani. Il sempreverde Jeremy Irons incarna Rodolfo, il padre conservatore e inflessibile di Maurizio, mentre il mostro sacro Al Pacino si cala egregiamente nei panni dello zio Aldo, fratello di Maurizio e proprietario insieme ad esso della casa di moda Gucci. Un plauso a Jared Leto che dà sfoggio a tutto il suo proverbiale trasformismo per dare corpo a Paolo Gucci, il figlio inetto di Aldo, e alla talentuosa Salma Hayek, la quale ricopre magistralmente il ruolo di una sensitiva che instaurerà un rapporto molto confidenziale con Patrizia.

Lady Gaga in una scena del film

Ispirata all’omonimo libro scritto da Sara Gay Forden, House of Gucci è una pellicola monumentale che trova i suoi punti di forza in una sceneggiatura solida -la quale fa dimenticare la lunga durata di oltre due ore e mezza- e nello stato di grazia di attori ispirati, Lady Gaga e Al Pacino su tutti. La camaleontica artista internazionale è talmente brava da fare entrare lo spettatore in empatia con un personaggio omicida mentre l’attore premio Oscar per il film Profumo di donna è come al solito irresistibilmente istrionico.

Il regista di autentiche pietre miliari del cinema come Thelma & Louise e Il gladiatore riesce a dosare sapientemente gli ingredienti realizzando un thriller glamour che sfocia nel dramma. Un altro punto di forza di House of Gucci è senza dubbio l’azzeccata colonna sonora che spazia da brani pop di successo usciti negli anni ’60 a musica lirica di autori del calibro di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini.

Quest’ultima fatica di Ridley Scott, ambientata a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’90 si serve di una storia d’amore come espediente per fotografare un periodo storico dominato dall’opulenza. House of Gucci mette in scena dei Parenti Serpenti ricchi che pur di conservare o raggiungere il potere non esiteranno a fare la guerra ai membri della propria famiglia. Fortemente correlato al significato del film in esame risulta essere il seguente aforisma del celeberrimo drammaturgo greco Sofocle: “Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.”

Nel nome del padre, del figlio e della famiglia Gucci.

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