“Il cinema è una malattia, quando entra nel sangue prende il sopravvento. È come avere Jago nel cervello e, come per l’eroina, l’unico antidoto a un film è un altro film.” Queste parole molto appassionate e suggestive sono state proferite dell’indimenticabile Frank Capra, uno dei registi più importanti di Hollywood che si rivelò essere molto prolifico a cavallo tra gli anni trenta e gli anni quaranta. Lui non puntava ad essere un artista ma a realizzare prodotti di buona artigianalità che andassero incontro alle esigenze del “grande pubblico”. Capra inoltre fu il primo regista a poter vantare il nome sopra il titolo grazie alla sua fama che garantiva il successo commerciale del prodotto. I suoi film sono arrivati complessivamente a vincere 14 premi. Capra rifiutava le major del tempo preferendogli la Columbia in quanto gli garantiva piena libertà sul suo lavoro; le sue commedie erano intrise di ottimismo e potevano essere considerate delle vere e proprie fiabe urbane. I detrattori hanno spesso contestato a Capra il populismo, la demagogia paternalistica, il democraticismo superficiale e l’eccesso di ottimismo definito da alcuni stucchevole. I sostenitori di Capra invece sostenevano che dietro l’apparente superficialità e gli eccessivi happy-ending si celava un’analisi disincantata ed amara sulla società americana di quegli anni.

Tra le opere memorabili realizzate dal regista statunitense, che collaborava spesso con lo sceneggiatore di fiducia Robert Riskin e con il fidato direttore della fotografia Joseph Walker, risulta impossibile non citare Accadde una notte, l’unico film assieme a Qualcuno volò sul nido del cuculo e Il silenzio degli innocenti ad aver vinto cinque premi Oscar, È arrivata la felicità, Mr. Smith va a Washington, Arriva John Doe, L’eterna illusione e quella che ormai è considerata la favola natalizia per eccellenza, il classico intramontabile La vita è meravigliosa.

Il film, uscito nel 1946, narra le vicissitudini di George Bailey, un uomo che dopo aver rinunciato a tutti i suoi sogni e alle sue aspirazioni pur di aiutare gli altri decide di suicidarsi la sera della vigilia di Natale a causa dell’imminente bancarotta della sua società; verrà inviato ad aiutarlo dal paradiso un angelo custode di nome Clarence il quale cercherà di mostrare a George quanto sia stata preziosa la sua esistenza fino a quel momento e tenterà di farlo desistere dai suoi sconsiderati propositi asserendo che “la vita di un uomo è legata a tante altre vite e quando quest’uomo non esiste lascia un vuoto.”

La pellicola, tratta dal racconto The greatest Gift scritto nel 1939 da Philip Van Doren Stern, è una delle più popolari e amate del cinema americano, ed ha come protagonisti James Stewart e Donna Reed. La vita è meravigliosa ottenne ben cinque candidature ai premi Oscar e Capra vinse il Golden Globe per la miglior regia, inoltre nel 1998 l’American Film Institute lo ha collocato all’undicesimo posto tra i cento migliori film statunitensi di tutti i tempi.

Il premio Oscar James Stewart, attore feticcio di Capra assieme a Barbara Stanwyck, Gary Cooper e Jean Arthur, regala un’interpretazione memorabile riuscendo ad incarnare alla perfezione un inguaribile sognatore, la partner femminile Donna Reed non è da meno e dona a Mary, follemente innamorata di George durante tutto il film, quella dolcezza e quella purezza che rendono indimenticabile il personaggio. Molto emozionante e divertente risulta essere il seguente dialogo tra i due innamorati:

“Che cosa vuoi Mary? Puoi dirmelo! Vuoi la luna? Se la vuoi, io la prenderò al laccio per te. Si, si, è una buona idea: ti darò la luna, Mary.”
“L’accetto. E poi?”
“Si dissolverebbe in te, e infiniti raggi d’argento brillerebbero nei tuoi occhi, nei tuoi capelli, ti inonderebbero di luce e…Ho forse parlato troppo?”

Frank Capra anticipa di mezzo secolo Sliding Doors e La La Land: il protagonista infatti tramite l’ausilio dell’angelo custode vedrà come sarebbero andate le cose qualora lui non fosse mai esistito.

A fronte di un budget complessivo di circa tre milioni e duecentomila dollari la pellicola non fu un successo ed arrivò ad incassare la non entusiasmante cifra di 3.300.000 dollari. Alcune fonti incolperebbero la scarsa affluenza di pubblico ad un’ondata di freddo che nel dicembre del 1946 colpì la costa est degli Stati Uniti.

La vita è meravigliosa è un vero e proprio inno alla gioia, al calore umano, all’importanza dell’amicizia e dell’amore; dopo averlo visto sarà difficile non esclamare che, al di là di tutto è proprio vero, che la vita è meravigliosa.

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