Le sorelle Macaluso è un film del 2020 diretto da Emma Dante. Adattamento cinematografico dell’omonima produzione teatrale del 2014 sempre della stessa Dante, è stato presentato in concorso alla 77° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

La storia inizia in un grande appartamento nella periferia di Palermo, abitata da cinque sorelle: Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella. E’ una mattina come le altre, c’è un gran trambusto in casa e le sorelle si preparano a quella che deve essere una giornata di svago al mare.

Le cinque sorelle in una scena del film.

C’è poi un salto temporale di diversi anni. Una cena di famiglia, per decidere cosa fare dell’ormai malandata casa. Le sorelle sono solo in quattro e Antonella, la più piccola, compare solo nell’immaginazione di queste. Ancora bambina e con il rossetto messole da Pinuccia prima di andare al mare. Dalla cena emergono ricordi e dissapori e il rapporto familiare si snocciola in un continuo “odi et amo”. Katia si è sposata e ha messo su famiglia. Lia, impazzita e chiusa in se stessa, non vuole lasciare la casa dov’è cresciuta mentre Pinuccia si sente ostaggio, costretta a dover rimanere lì con lei. Maria, invece, è silenziosa. In mezzo al litigio, dopo aver indossato il tutù, emblema del mai realizzato sogno di diventare ballerina, questa confessa di avere un cancro.

Altro balzo in avanti. Le sorelle sono ormai invecchiate. Lia vive ancora nella casa d’infanzia, da sola, lucida un paio di scarpe e prepara un vestito. Suonano alla porta e Katia, Pinuccia, Maria cristallizzata nel suo tutù e la piccola Antonella si trovano davanti al talamo della sorella Lia, vestita con quel vestito che aveva preparato. Ai piedi, le scarpe che aveva lustrato. La sua bara viene calata dalla finestra e portata via dal carro funebre.

La casa si riempie di operai che svuotano la casa. I mobili vengono portati via, rimangono solo le pareti e il pavimento. La casa ormai è libera. Le sorelle sono ormai libere.

Pinuccia riesce finalmente a togliere il rossetto dalle labbra della piccola Antonella.

E’ estate. Sono di nuovo su quella spiaggia, di nuovo bambine. Stanno giocando. Pinuccia le mette in guardia di fare attenzione, Katia risponde che si stanno soltanto divertendo mentre Lia solleva Antonella dall’acqua per farla salire, tramite una scala, sulla piattaforma dello stabilimento. Il bagnino le vede e Antonella, visto che non le sarebbe permesso stare lì, si spaventa e scivola, rimanendo per sempre bambina.

Le sorelle Macaluso narra una storia di vita. Cinque sorelle e i loro percorsi, i loro sogni principalmente disillusi e irrealizzati, i loro rimorsi e i sensi di colpa, la responsabilità per la morte della sorella più piccola, che per sempre condizionerà le loro esistenze. Il tutto vissuto inseparabilmente dalle mura domestiche, da quella casa dove sono nate e cresciute e che, in età adulta, le inchioda al passato. Lia è quella che si sente più in colpa per il triste destino di Antonella perché era lei quella che la reggeva in quella giornata al mare. Talmente tanto è il dolore da farla diventare pazza, da volerla far rimanere legata alla casa, per non separarsi dal passato. Pinuccia, che odia Lia e non riesce a non ritenerla responsabile di quell’evento sulla spiaggia, al contrario vorrebbe soltanto fuggire da quelle mura che non fanno altro che ricordarle una vita che è stata, che non c’è più e mai tornerà. Solo alla fine, con la morte di Lia e l’abbandono della casa, sembra aprirsi la possibilità d’andare avanti, di staccarsi dal ricordo più doloroso che ha legato e spezzato le sorelle Macaluso.

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