Giudicato da alcuni come uno dei migliori film del 2021, Il potere del cane è un’opera diretta dalla regista neozelandese Jane Campion. Un adattamento dell’omonimo romanzo del 1967 scritto da Thomas Savage. Il libro narra la storia di un cowboy nostalgico in un periodo in cui la cultura del Ranch sta volgendo al termine: Phil, interpretato nel film da Benedict Cumberbatch.

Il film ha vinto tre Golden Globe: miglior film drammatico, miglior regista e miglior attore non protagonista a Kodi Smit-McPhee (Peter).

La trama

Phil e il fratello George lavorano in un ranch in Montana. La proprietà frutta loro molto denaro in cambio di una vita dedita al lavoro con gli animali, come è stato loro insegnato da Bronco Henry, leggenda della cavalcata e della monta, che si occupò dell’educazione dei due fratelli.

Abituato a una vita da vero cowboy, tra mascolinità ipertossica e violenza, Phil non accetta che il fratello desideri cambiare vita, dedicarsi ad affari economici in città e prendere moglie. E tradire così gli ideali trasmessigli da Bronco Henry.

Tuttavia, George sposa Rose, interpretata da Kirsten Dunst e porta lei e il figlio adolescente a vivere con loro nel ranch. Il figlio di Rose, Peter, è apparentemente omosessuale o forse semplicemente dotato di una sensibilità e creatività estranea al maschio alfa del Montana.

Per evitare di fare spoiler, perché il film merita di essere visto e assaporato lentamente, cercherò di non aggiungere altro sulla trama.

Il potere del cane – L’analisi

Il film è fin dalla prima scena disseminato di dettagli importanti per capire appieno il finale, come pezzi di un puzzle che si ricompongono solo alla fine. E’ una storia disturbante che ci costringe a riconsiderare i nostri stereotipi. In due parole, potremmo dire che la morale della favola è: l’abito non fa il monaco. Ma Il potere del cane merita più di due semplici parole per essere descritto.

Intanto il titolo si rifà a un salmo “Signore, salva l’anima dalla spada, salva il cuore dal potere del cane”. Con il “potere del cane”, come è stato spiegato dalla regista, si fa riferimento agli istinti primordiali che deviano l’uomo sulla cattiva strada, le debolezze che gli offuscano la mente. E’ quella di Phil la mente offuscata e ingannata da un istinto che non è di per sé sbagliato ma che lo acceca. Potremmo dire che sono l’amore e l’attrazione sessuale gli istinti primordiali che accecano Phil. Soprattutto dal momento in cui la maschera da “vero uomo” che Phil si autoimpone di portare non gli permette di aprirsi con nessuno per parlare dei propri sentimenti e lo spinge in un vortice di rabbia e repressione verso gli altri e verso se stesso.

Un dettaglio che ci aiuta a capire quale sia la debolezza di Phil è racchiuso in una scena in cui lui e Peter guardano una montagna in cui si riesce a scorgere il profilo di un cane. Una scena di snodo fondamentale nella trama del film.

Phil sembra essere il capo del ranch, quello che tutti temono e che ha tutto sotto controllo. In realtà non è affatto così e chi sembra debole e inadatto nasconde invece capacità e fermezza inattese. Il potere del cane, dal quale Dio ci intima di riguardarci, forse non sarebbe così deleterio se fosse assecondato. Se vivessimo i nostri istinti senza vergogna, calando le maschere che la società e la religione ci hanno assegnato. Il film mette in evidenza la pericolosità di queste false identità di cui l’essere umano si ostina ad essere portatore. E lo fa con una trama intrigante e a tratti inquietante.

il potere del cane

Recitazione e fotografia

Alcune scene del film sono molto impattanti, prima di tutte quella della castrazione dei manzi. I due attori principali, Benedict Cumberbatch e Kodi Smit-McPhee, interpretano con professionalità i propri personaggi. Prima del film hanno imparato a cavalcare e hanno studiato la vita dei cowboy negli anni ’70, in particolare Cumberbatch ha imparato anche a castrare i manzi e ha realizzato dal vivo la scena in prima persona.

La fotografia è bella, belli i paesaggi e le inquadrature. C’è un gioco di chiari scuri che rende particolarmente piacevoli alcune scene, paesaggistiche e non. Alcune inquadrature sono leggiadramente erotiche e riescono a trasmettere delicatezza ed erotismo. Altre scene sono crude e rimandano alla crudezza di una cultura machista e tossica, violenta contro le persone e contro gli animali. Disturbante la scena in cui Phil sfoga le sue frustrazioni contro un cavallo.

Il potere del cane – Conclusioni

Il potere del cane è effettivamente uno dei titoli del 2021 da non perdersi e i premi che ha vinto lo dimostrano. La trama è accattivante e la resa cinematografica ancora di più. E’ un film che ti lascia con domande ma che ti da anche le risposte. Una di quelle opere che a un certo punto ti fa dire “ahhh ecco perché prima aveva detto quella cosa!”. E’ un film a cui bisogna prestare attenzione ma che allo stesso tempo ti porta lui stesso a notare e a ricordare i dettagli importanti per ricostruire la storia.

Un film che, non si direbbe, ma risulta angosciante. Un’opera che tratta tematiche già viste ma in una veste completamente nuova e inaspettata, capace di lasciare col fiato sospeso.

il potere del cane

Leggi anche: La fiera delle illusioni – L’elegante noir ante litteram di Guillermo del Toro

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here