Nel lontano 1987 Woody Allen realizzò Settembre, un dramma bergmaniano in cui un gruppo di conoscenti si ritrovava a trascorrere alcuni giorni di vacanza in una villa del Vermont.

A distanza di più di trent’anni ecco arrivare sul grande schermo il Settembre dell’esordiente Giulia Steigerwalt, sceneggiatrice di film riusciti come Il campione, Moglie e marito, e Marylin ha gli occhi neri, per citarne alcuni.
La Steigerwalt mette in scena sei personaggi alla ricerca della felicità.

Durante la pellicola vediamo tre storie intrecciate che hanno come fil-rouge quello della paura di mettersi in gioco, sentimento che attanaglia i protagonisti di quest’ opera prima. Ci sono Francesca (Barbara Ronchi) e la sua migliore amica Debora (Thony), entrambe in crisi con i rispettivi partner c’è Guglielmo (Fabrizio Bentivoglio), un ginecologo che, dopo la separazione dalla moglie, conduce un’esistenza monotona e squallida. Abbiamo inoltre Ana (Tesa Litvan), una prostituta che si innamorerà di un ragazzo di borgata. Dulcis in fondo ci sono i piccoli Sergio (Luca Nozzoli) e Maria (Margherita Rebeggiani), due adolescenti alle prese con i primi turbamenti.

Non è un caso che l’opera in questione s’intitoli Settembre. Quest’ultimo infatti si può definire al tempo stesso come l’ultimo mese dell’estate e il primo dell’autunno. È un periodo di transizione, esattamente come quello che stanno attraversando i personaggi del film.

Fabrizio Bentivoglio è come al solito superlativo nei panni di un uomo perennemente apatico che ha perso completamente il gusto per la vita. Barbara Ronchi, sempre più presente nel nostro cinema, è sublime nell’incarnare una donna allo stremo che non ricorda neanche più cosa voglia dire essere felici. Impossibile non innamorarsi di quegli occhioni grandi e profondi. Thony dal canto suo è perfetta nel ruolo di quest’amica di Francesca confusa e affascinante. L’alchimia tra la Ronchi e Thony è palpabile. Completano il cast i bravissimi Arianna Ascoli e Enrico Borello.

Giulia Steigerwalt mette in scena un campionario di umanità molto sfaccettato, ponendo a confronto le tre fasi della vita. Il lungometraggio ci mostra come in tutte sia necessario, per viverle al meglio, avere il coraggio di superare quel limbo d’incertezza e di inquietudine che pone un freno significativo all’appagamento della nostra esistenza.

Pertinente col significato più recondito di quest’ imperdibile opera risulta il seguente aforisma dell’indimenticato giornalista e scrittore statunitense Ernest Hemingway: “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.”

Settembre è una commedia esistenziale leggera e al contempo profonda che affronta temi delicati come la prostituzione e l’omosessualità senza cadere nel pietismo. Questo gioiellino da vedere e rivedere ci insegna una grande lezione. Ovvero che non bisogna aspettare la fine per iniziare un nuovo percorso.

La colonna sonora, che annovera pezzi di Nico e dei Velvet Ground tra i tanti, risulta scanzonata e atipica per una pellicola del genere e costituisce un valore aggiunto del film. Chapeau dunque a Giulia Steigerwalt che, alla faccia dei detrattori, è l’ennesima conferma dell’ottimo stato di salute di cui gode il cinema italiano.

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