La premiata ditta Robert De Niro – Martin Scorsese fa di nuovo bingo e si serve di tre protagonisti per raccontarci in Casinò il mondo affascinante e allo stesso tempo malato di Las Vegas.

Sam Rothstein (De Niro), soprannominato “asso” per la sua proverbiale bravura nelle scommesse, lavora per il boss Remo Gaggi a cui fa guadagnare ingenti somme di denaro; per premiarlo la famiglia di Remo gli affiderà la gestione di un casinò appena aperto a Las Vegas, il Tangiers.

Dopo l’iniziale riluttanza Asso accetterà di buon grado la proposta. In seguito i “capi” manderanno un suo amico d’infanzia di nome Nicky Santoro, interpretato da Joe Pesci, per assicurarsi che nessuno manchi di rispetto a Sam, il quale a sua volta perde completamente la testa per la bellissima ed affascinante Ginger (Sharon Stone), una donna fragile e volubile che si trova nel giro sia della prostituzione che della droga. Nicky, violento e feroce criminale dai modi poco ortodossi, scombussolerà la vita di Asso facendogli perdere credibilità e mettendolo reiterate volte in situazioni scomode e spiacevoli.

Questi personaggi sono tutti schiavi del potere e del Dio denaro, tutti e tre a modo loro oltrepassano i limiti per orgoglio ed arroganza, finendo in taluni casi per rovinarsi la vita con le proprie mani. Basato sul romanzo di Nicholas Pileggi Casinò: Love and Honor in Las Vegas, il film è considerato a detta di molti la terza parte della trilogia della mafia di Scorsese, iniziata nel 1973 con Mean Streets, proseguita nel 1990 con Quei bravi ragazzi ed ultimata con questa pellicola nel 1995.

Il regista di Taxi Driver e Quei bravi ragazzi ci parla della malavita annessa in questo caso con la problematica del gioco d’azzardo. I nostri protagonisti puntano più di quanto possono permettersi di perdere e sarà questo il loro errore; d’altronde come asseriva il celebre drammaturgo italiano Ennio Flaiano: “Il giocatore non sarebbe felice se qualcuno gli desse il denaro della vincita.”

Molto importante nella narrazione dei fatti di Casinò risulta essere la voce fuori campo, espediente utilizzato spesso da Scorsese. Nell’opera in questione l’autore fa di Las Vegas un paradiso sfavillante che prova a redimere tre peccatori. Molto eloquenti risultano essere le seguenti parole di Sam “asso” Rothstein che fa un’analisi impietosa del ruolo sociale che aveva il gioco d’azzardo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, periodo storico in cui si svolge il film:

“La città non sarà più la stessa.
Dopo il Tangiers, le grandi società si impossessarono di tutto.
Oggi assomiglia a Disneyland. E mentre i bambini giocano ai pirati, mamma e papà lasciano le rate della casa e i soldi per l’università del piccolo nelle slot machine.”

La pellicola ci mostra inoltre che è l’amore stesso ad essere un azzardo. A tal proposito infatti il personaggio interpretato da Robert De Niro asserisce: “Quando ami una persona, devi fidarti di lei. Non c’è altro modo. Devi darle la chiave di tutto quello che è tuo.” Nella vita ci vengono date delle carte e dobbiamo essere abili nel saperle giocare, bisogna inoltre rischiare, ma in modo ponderato ed occorre stare attenti alle mosse degli avversari perché alcuni potrebbero bluffare. È proprio vero, l’esistenza somiglia proprio ad un enorme casinò.

Buona visione e buona fortuna!

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