Dopo aver affrontato lo spinoso tema della mafia in pellicole riuscite come La mafia uccide solo d’estate e In guerra per amore Pif torna dietro la macchina da presa per realizzare E noi come stronzi rimanemmo a guardare, una dramedy socio-fantascientifica che vede come protagonista Fabio De Luigi nei panni di Arturo Giammarresi, vero e proprio alter ego di Pif. Allo stesso modo di come lo era un “certo” Michele Apicella per Nanni Moretti.

L’eclettico regista palermitano ambienta la sua ultima fatica in un futuro distopico totalmente fagocitato dalle app, dai social e dalle multinazionali. Arturo dopo essere stato lasciato dalla fidanzata a causa di un’app che li ha definiti incompatibili perderà pure il lavoro a causa di un algoritmo da lui stesso inventato. ‌Successivamente troverà lavoro come rider per una multinazionale che lo sfrutterà in modo ignobile. Parallelamente Arturo s’innamorerà perdutamente di un ologramma di nome Stella che ha le fattezze di Ilenia Pastorelli.

E noi come stronzi rimanemmo a guardare è un’iperbole della società odierna. Pif, con l’ausilio di Michele Astori in fase di sceneggiatura, esaspera infatti questioni che ci affliggono sistematicamente. Tematiche come la globalizzazione, lo sfruttamento del lavoro, l’avanzata implacabile della tecnologia che sostituisce la forza lavoro e l’inaffidabilità delle banche risultano quanto mai attuali. Il versatile Fabio De Luigi lavora di sottrazione e rinuncia ad ogni parvenza di virtuosismo per mettersi completamente al servizio della storia.

Arturo appare come la vittima sacrificale di una comunità votata all’apparenza. Ilenia Pastorelli è perfetta nell’incarnare un ologramma che riserverà non poche sorprese. La talentuosa attrice romana infonde in Stella un irresistibile mix di candore e forza. Lo stesso Pif si ritaglia il ruolo di un professore universitario che per arrotondare è costretto suo malgrado a fare l’hater.

Completano il cast attori talentuosi come Valeria Solarino, Maurizio Marchetti, Maurizio Lombardi e Maurizio Nichetti per citarne alcuni. Pif per questo suo ultimo lavoro trae spunto da bellissime opere come Her, Play Time, Io e Caterina, Ladri di biciclette e Tutta la vita davanti tra i tanti.

Il titolo E noi come stronzi rimanemmo a guardare deriva da una frase detta da Pif nella puntata Vacanze smeralde de Il testimone, storico programma documentaristico di MTV da lui diretto, a sua volta ripresa da una frase pronunciata da Andrea Camilleri in un discorso pubblico.

Pif dirige con mestiere una pellicola molto audace che vuole scuotere i cittadini italiani dal torpore in cui sono avviluppati. Le seguenti parole dell’indimenticata Rita Levi Montalcini riassumono il significato più profondo dell’opera in questione: “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva.”

La sequenza in cui Arturo si aggiudica il lavoro dopo una folle asta al ribasso alla fine della quale sarà Arturo stesso a dover pagare per lavorare è memorabile e riesce ad arrivare sia alla pancia che alla mente del pubblico. Consiglio dunque spassionatamente a tutti voi di visionare un film che ci sprona a non farci andare tutto bene e a cambiare le cose prima che sia troppo tardi. In modo tale da non arrivare un giorno a dover dire: “E noi come stronzi rimanemmo a guardare.”

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