David Cronenberg torna quest’anno sul grande schermo, dopo 8 anni di pausa, con Crimes of the future, un thriller fantascientifico da lui scritto e diretto che prometteva di essere il film più disturbante dell’anno.

Già nel 1970 Cronenberg aveva scritto e girato un’opera omonima. La tematica era simile ma Crimes of the future (2022) non sembra essere un remake del Crimes of the future del 1970.

Con Viggo Mortensen, Léa Seydoux e Kristen Stewart, Crimes of the future (2022) racconta di un futuro imprecisato in cui gli esseri umani si stanno evolvendo rapidissimamente, sviluppando nuovi organi e sistemi di organi.

Crimes of the future – La trama

Mortensen è Saul Tenser, un artista concettuale che si guadagna da vivere con delle performance durante le quali la sua partner di scena, Caprice, interpretata da Seydoux, opera su di lui delle operazioni chirurgiche per asportare dal suo corpo gli organi in eccesso. Saul, infatti, genera spontaneamente degli organi, uno dopo l’altro.

Saul non è l’unica persona a cui è toccata questa sorte e il mondo è diviso tra chi ritiene che questi organi siano tumori maligni da asportare (anche il governo fa parte di questo schieramento) e chi ritiene che siano invece il frutto di un’evoluzione naturale da assecondare.

Allo stesso tempo, però, tutta l’umanità sembra aver perso il senso del tatto e dunque la capacità di provare dolore e piacere. La chirurgia non è solo arte per Saul ma costituisce il “nuovo sesso”. Le persone sembrano godere immensi piaceri quando tagliano il corpo altrui o quando si fanno tagliare il proprio. Le performance di Saul e Caprice sarebbero dunque performance pornografiche che fanno eccitare gli spettatori.

In realtà Saul non è l’unico artista che utilizza la chirurgia per esprimersi, il mondo creato da Cronenberg sembra pieno di artisti di questo genere, anche molto più apprezzati dello stesso Saul. Saul ha però un messaggio diverso dagli altri: lui crea significato artistico dalla crescita anarchica, mortuaria e insignificante dei suoi organi.

La trama è però molto più complessa di così. Di fatto la trama è molto complessa, intrecciata e lacunosa. Molti dettagli non vengono spiegati e le domande che sorgono sono molteplici.

Crimes of the future – Lacune narrative

Fin dall’inizio si inseriscono nella storia diversi personaggi difficili da inquadrare. I primi a entrare in scena sono Timlin (Kristen Stewart) e Wippet, che cercano di catalogare i nuovi organi che le persone producono a scopo burocratico. C’è poi un poliziotto che dà la caccia a un gruppo di sovversivi che provocano cambiamenti biologici negli esseri umani.

Ci sono poi le due impiegate dell’impresa che progetta apparati scientifici per realizzare le chirurgie. E infine, Lang Dotrice e suo figlio. Dotrice è un uomo a capo di un gruppo di persone in grado di mangiare e digerire sostanze sintetiche e tossiche.

Tutti questi personaggi si muovono in un’ambientazione indefinita, quasi post-apocalittica. La prima grande lacuna della trama è che si parla di un mondo tecnologico e futuristico, industriale, ma di questo mondo non viene mai mostrato nulla. Anzi, i macchinari utilizzati da Saul per le operazioni chirurgiche sono in parte tecnologici e in parte estremamente primitivi, almeno nell’aspetto. Gli edifici mostrati sono fatiscenti e decadenti. La città è assente.

La seconda grande lacuna è la riproduzione. Se la chirurgia è il nuovo sesso come avviene la procreazione? Inoltre, perchè gli esseri umani hanno perso il tatto e gli altri sensi no? Perchè tutti si tagliano in continuazione ma nessuno ha cicatrici? eppure non si accenna mai a una capacità rigenerativa dei tessuti.

Quello che si comprende è che l’essere umano sta cambiando – forse in risposta a un mutamento ambientale di un’epoca post-industriale. Le persone hanno già perso una caratteristica fondante dell’umanità, cioè la capacità di soffrire e godere. In più, alcune persone stanno sviluppando dei sistemi vitali nuovi e nasce la preoccupazione che la specie umana si possa estinguere e che le nuove generazioni non siano più umane, ma qualcos’altro. Per questo il governo, rappresentato dal poliziotto, vuole arginare la crescita dei nuovi organi. In questo senso l’arte di Saul è asservita al potere statale. Come dice Caprice, la loro arte “dà significato all’anarchia”, in poche parole riconduce l’anarchia dell’evoluzione sotto le volontà del governo.

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Analisi

Personalmente, dal trailer e dalla fama dello sceneggiatore mi aspettavo grandi cose. Le aspettative non sono state soddisfatte.

Da un punto di vista visivo, alcune scene sono esteticamente ben costruite, ma non tutte le scene che potrebbero essere interessanti lo sono. Il film si proponeva di essere horror e disturbante… non lo è per niente. Le idee erano buone, tant’è che guardando le immagini del film, o il trailer, l’elemento disturbante e noir è lampante, ma esso sparisce completamente durante il film.

Anche a livello narrativo l’idea era buona ma poteva essere sviluppata meglio. Ci sono varie tematiche solo accennate che rimangono campate per aria. In primis quella della chirurgia come nuovo sesso che viene ribadita più volte ma poi lasciata a sé stessa.

Per quanto riguarda la recitazione, Mortensen e Seydoux sono impeccabili, mentre Kristen Stewart sembra regredire all’overacting dei tempi di Twilight.

Conclusioni

Forse avevo aspettative troppo alte. Magari la nuova modalità di costruzione dei trailer in cui si vedono tutte le scene clou del film mi rovina la visione. Forse mi faccio troppe domande, ma Crimes of the future non è un film che stimola riflessioni, che rimane volutamente vago per spiazzare lo spettatore. E’ a mio parere un film, semplicemente, lacunoso. Una storia in cui i conti non tornano e il significato non passa.

Molto bella l’idea di un futuro in cui gli esseri umani imparano a nutrirsi dei rifiuti sintetici che la nostra società ha prodotto e scartato per secoli. Interessante che questa abilità sia ostacolata dalle grandi multinazionali e dai governi con la scusa della conservazione della specie. Si può interpretare come una metafora della corruzione della nostra società. Il governo usa il nuovo sesso, la chirurgia, per tenere distratta la popolazione e farla andare contro all’evoluzione, contro a un progresso che viene dal basso, per mantenere così lo status quo. Peccato che quest’idea rimanga, tutto sommato, marginale.

Saul, nell’ultima scena, sembra avere un’epifania e capire che l’evoluzione è reale e che non va ostacolata, che lui stesso, con quegli organi che riteneva dannosi, è in realtà in grado di digerire la plastica e goderne. Ma anche il finale risulta poco impattante.

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