Il sesto capitolo di Scream, girato da Tyler Gillett e Matt Bettinelli, è uscito nelle sale il 10 marzo 2023. Molto atteso non solo dai fan più accaniti della saga ma anche dal grande pubblico. Una grande e efficace azione pubblicitaria ha infatti accompagnato l’uscita del film, insieme alla promessa che Scream VI risolleverà le sorti di una saga ormai in decadenza.

Il primo film di Scream risale al lontano 1996 e nonostante l’enorme successo riscosso negli anni ’90 e 2000 – successo che portò alla nascita non solo dei sequel diretti ma anche alla produzione di parodie quali Scary Movie o alla creazione di un franchising che per decenni ha influenzato i costumi di Halloween in tutto il mondo – la sua fama si stava lentamente spegnendo. Scre4m (Scream 4) aveva avuto un discreto successo mentre il capitolo 5, uscito nel 2022, cioè dopo ben 11 anni dal precedente, non aveva riscosso molta audience, anzi, si può dire che fosse passato quasi completamente inosservato.

Scream VI – le aspettative

Scream VI non poteva, invece, non essere notato dopo la comparsa di cartelloni pubblicitari nelle strade di tutto il mondo, pubblicità sui social e sui media tradizionali e dopo un grande vociferare su cosa aspettarsi e cosa no, ritorno di personaggi del primo film, ritorno di personaggi morti, etc. Si è riusciti anche a mantenere un grande segreto sulla forma stessa del nuovo capitolo: sequel, prequel, remake, reboot? E si è anche sfruttato l’emergente successo di Jenna Ortega, presente nel film come coprotagonista.

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Statua di Ghostface apparse sui navigli di Milano

Insomma si è riusciti a creare grandi aspettative intorno al nuovo capitolo, presentandolo come il film in grado di riportare in auge la saga di Ghostface e promettendo, dunque, nuovi e sempre più entusiasmanti svolgimenti legati al personaggio. Ma le aspettative sono state soddisfatte?

Scream – le caratteristiche immancabili

Un fan di Scream sicuramente dal nuovo capitolo si aspettava almeno due cose: la riflessione meta-cinematografica e non capire chi cavolo sia Ghostface e sospettare di tutti senza azzeccarci.

Scream è infatti diventato famoso per la questione del meta-cinema, ovvero per una riflessione costante sul genere che si articolava a più livelli. E’ iconica la scena del primo film in cui l’amico esperto di film elenca le regole da rispettare per rimanere vivi dentro ad un film horror. La prima regola è non fare sesso: chi fa sesso muore. La seconda regola è non ubriacarsi o dragarsi: chi non è sobrio muore; chi va in garage a prendere le birre muore. La terza regola è non dire mai “torno subito” perché equivale a non tornare.

La scena delle regole si ripete diversa in ogni capitolo della saga e anche in Scream VI è parzialmente presente. Le nuove regole sembrano essere: non fidarsi mai di nessuno, sospettare di tutti e non dividersi. Anche in questo capitolo c’è l’amica esperta di cinema: Mindy. Mindy non elenca le nuove regole per sopravvivere ma è quella che riflette sul formato cinematografico.

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Scream VI – il sequel del quinto capitolo

Infatti, in ogni film di Scream viene esplicitamente fatto riferimento a una saga cinematografica dentro la finzione cinematografica. Nel primo capitolo, Gale, una giornalista, scrive un libro sui primi omicidi e dal libro viene tratto un film che diventa una saga. In ogni capitolo Ghostface, il killer mascherato, è sempre una persona diversa che cerca di creare un proseguimento del film dentro il film. Ed è generalmente presente una scena in cui il personaggio esperto cinefilo capisce in che formato di film si trovano: ovvero se l’assassino di turno sta cercando di creare un sequel, un prequel o un remake.

In Scream VI, dopo tanta segretezza sul formato scelto, Mindy afferma che si tratti della creazione di un franchising. A mio parere è una grande stupidaggine perché l’oggettistica legata a Ghostface esisteva già sia nel mondo reale che nel film. Una stupidaggine che viene percepita come una voglia di strafare da parte dei produttori che per rilanciare Scream non puntano a un normale remake ma addirittura affermano di stare creando un brand. Che però, in realtà, esisteva già. Senza contare che Scream VI è, invece, un sequel diretto di Scream V, proprio il capitolo di cui non si era interessato nessuno. Dopo 27 anni dall’uscita del primo film, per risollevare una saga fatta solo di sequel, non si poteva forse osare con un reboot?

Conclusioni

Non fraintendetemi, Scream VI è un buon film. E’ fatto bene a livello tecnico, è spaventoso al punto giusto, ha una buona dose di tensione e un’equilibrata e ben realizzata dose di splatter. Le caratteristiche iconiche della saga rimangono, ripresentate con originalità. Non rimane solo il meta-cinema ma anche l’ironia collegata con esso, l’esagerazione delle assurdità del genere horror: gente che si rialza dopo venti accoltellate nella schiena e desideri di vendetta al di là dell’irrazionale.

Il cast è buono, la regia e la fotografia ottime. Bello il ritorno di Gale (la giornalista del primo film) e il riferimento ai vari personaggi iconici dei capitoli precedenti che sono ora stati completamente sostituiti dalle nuove protagoniste.

E’ anche presente, ancora una volta, una riflessione sulle influenze del cinema horror sugli spettatori. Il film inizia infatti in una sala cinematografica dove un fan della saga decide improvvisamente di uccidere la gente intorno a lui. Viene esplicitamente posta la domanda: l’horror genera killer?

Per sapere la riposta, andate al cinema.

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