di Ettore Arcangeli

Il periodo che coincide con l’inizio della bella stagione è anche quello più significativo sportivamente parlando. Tra maggio e giugno è il tempo dei verdetti, delle finali, delle delusioni e anche degli addii. Ad ogni livello: dai professionisti agli amatori.

I più fervidi appassionati dei più vari sport cercano di godersi lo spettacolo, anche fregandosene della vita che gira al di fuori di queste manifestazioni. Per tutti gli altri è più difficile resistere alla tentazione di una fresca passeggiata serale quando fa la sua comparsa la prima canicola dell’anno.

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Seguire gli eventi sportivi di punta è per molti una priorità. In fondo intrattengono, forniscono molti elementi di conversazione anche con gli estranei e sono spesso esteticamente godibili. Le finals di NBA per esempio sono spettacolo puro, ogni anno, qualsiasi siano le squadre in campo. Lo stesso dicasi per la finale di Champions League di calcio, anche se è tutta un’altra cosa. Ma lo stesso può in fondo dirsi di ogni competizione dove prendono parte i migliori sulla terra.

E proprio la finale di Champions League, essendo il calcio lo sport più popolare in Italia, è sempre tra gli eventi più attesi. Se poi tra le finaliste c’è la Juventus, la squadra più tifata dello Stivale dire che l’interesse sarà molto è sicuramente un eufemismo. Milioni di italiani faranno la stessa cosa: guardare Juventus-Real Madrid.

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Cene, pizzate, birre, vecchi amici che riappaiono e la televisione accesa faranno da leitmotiv della serata. È normale. E pure una bella cosa. Non si può dire che questi grandi eventi sportivi non siano un forte catalizzatore sociale, che riunisce sia i più grandi appassionati sia i semplici simpatizzanti come gli indifferenti, attratti dall’aria della festa. Come quando gioca la Nazionale e decine, centinaia, se non migliaia, di persone si riuniscono nei bar e nelle piazze per seguire insieme quelli che per una sera vestono i panni di eroe, per seguire con entusiasmo quelle imprese che se viste da soli a casa, sul divano, avrebbero probabilmente portato una certa sonnolenza.

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È questo il segreto vincente per passare una serata divertente anche se la propria squadra dovesse perdere: stare in compagnia.

E scusate per la troppa glassa.

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