L’Immortale di Marco D’Amore.

Il compianto scrittore nonché presbitero Giuseppe Diana, assassinato dalla camorra a causa del suo impegno antimafia, a proposito dell’organizzazione criminale in questione disse: “La camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.”

Correva l’anno 2014 quando venne trasmessa la prima stagione di Gomorra, una serie televisiva targata Sky tratta dal romanzo best seller di Roberto Saviano e ispirata al film omonimo del 2008 diretto da Matteo Garrone.

Dopo cinque anni e ben quattro stagioni realizzate, questo prodotto televisivo che racconta le gesta di camorristi senza scrupoli che agiscono indisturbati nella periferia napoletana è divenuto un successo internazionale amato sia dalla critica che dal pubblico.

Non poteva non approdare al cinema con uno spin-off che vede come protagonista uno dei personaggi più amati di Gomorra, ovvero il boss Ciro Di Marzio, interpretato dal carismatico ed eclettico Marco D’Amore che cura anche la regia di questa trasposizione sul grande schermo dedicata a questo eroico criminale soprannominato epicamente L’Immortale.

Il film ha come incipit una frase celebre proferita spesso da Ciro: “O terremoto è volere ‘e Ddio, fa bene alla terra, comme quanno ‘na perzone sta male, accumula, accumula, finché o se libera e sfoga, o more!”. Queste parole descrivono appieno la vita travagliata di Ciro, la pellicola servendosi di numerosi flashback, racconta infatti tutti gli episodi salienti della vita del protagonista.

Tra colpi di scena ad elevato tasso di pathos, frasi memorabili come la seguente: “Nella vita si può sempre scegliere, il problema poi è tornare indietro”. D’Amore riesce a discostarsi dalla dimensione televisiva offrendo al pubblico un prodotto onesto che possiede una vera e propria anima cinematografica, alcune sequenze ricordano veri e propri capolavori del gangster movie come Il Padrino e Quei bravi ragazzi.

Per quanto riguarda la colonna sonora, da sempre fondamentalmente in Gomorra, Marco D’Amore sceglie ancora una volta il gruppo Mokadelic, che per l’occasione hanno riproposto alcuni classici della serie originale con l’aggiunta di canzoni napoletane degli anni ottanta interpretate da Nino D’Angelo e Franco Ricciardi.

Vi auguro buona visione congedandomi con le seguenti parole di Roberto Saviano che meritano più di una riflessione: “Non si può asciugare l’acqua con l’acqua, non si può spegnere il fuoco con il fuoco, quindi non si può combattere il male con il male.”

E mi raccomando andate al cinema e soprattutto state senza pensieri!

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