Toh, è morta la nonna, anno 1969, regia di Mario Monicelli.

Un passo della Bibbia Fantozziana recita così: “Dato che un pensionato costa mediamente allo stato centocinquanta milioni l’anno, l’INPS si era trasformata a votazione segreta della Gran Loggia, da Istituto Nazionale Previdenza Sociale, in Istituto Neutralizzazione Parassiti Sociali.”

Valentina Cortese (a destra) in una scena del film

Toh, è morta la nonna arriva invece qualche anno prima, e sull’onda della grande contestazione del 68 e le lotte studentesche, Mario Monicelli scrive un pezzo di storia del cinema dove i veri parassiti sociali, ovvero i grandi industriali, vengono distrutti uno dopo l’altro portando ad una ricostruzione egualitaria.

La trama di Toh, è morta la nonna

Wanda Capodaglio è la nonna defunta

Donna Adelaide Ghia, proprietaria della potente industria di insetticidi, muore improvvisamente. Il suo enorme patrimonio viene conteso dai due figli e dai vari parenti che, nel disperato intento di mettere le mani sul cospicuo malloppo, si ammazzano a vicenda.

L’unico che si salva è il sessantottino e comunistello nipote Carlo Alberto. Quest’ultimo, diventato erede universale, lascia gli insegnamenti del libretto rosso e si prepara a diventare il nuovo padrone.

Commedia che studia i comportamenti di quel tempo, focalizzandosi sugli industriali e i loro figli apparentemente lontani e scostanti. Ma è solo il nuovo che prevale sul vecchio, che eredita e si fa largo sempre con il potere e con quattrini.

“Bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima” – Frase tratta da Il Gattopardo.

Toh, è morta la nonna, con Riccardo Garrone, Wanda Capodaglio, Valentina Cortese, Ray Lovelock e Giorgio Piazza, è un ulteriore documento di quell’Italia mangereccia. L’Italia spinta e gonfiata dal boom economico. l’Italia dei grandi industriali e dei grandi approfittatori. Oggi, la situazione non sembra poi così diversa. Manca solo uno come Monicelli che la descriva in maniera tagliente come solo lui sapeva fare. Abbandonando ogni tipo di decoro, senza usare troppe sottigliezze. Andando dritto al dunque.

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