Se fosse tuo figlio di Nicolò Goivoni è un libro che scuote ed emoziona dalla prima pagina, anzi – ancora prima – dall’esergo, la poesia dal titolo Non è tuo figlio di Sergio Guttilla. Versi che conducono il lettore, in modo commovente e immediato, al tema e al tono della vicenda narrata, la storia vera vissuta in prima persona dall’autore, volontario che vive e lavora presso il campo profughi dell’isola greca di Samos.

Un ragazzo giovanissimo capace di toccare il cuore del lettore con la sua dedizione alla causa degli ultimi tra gli ultimi, i bambini profughi. Quelli che hanno attraversato il mare rischiando la vita in fuga da guerre, privazioni e violenze, sotto lo sguardo impassibile dell’Europa; quelli che spesso hanno perso gran parte dei loro riferimenti famigliari e vedono ogni giorno la loro dignità farsi più piccola; i bambini per i quali il futuro, se riescono a vederlo, è nero come il Mediterraneo, che hanno attraversato di notte pieni di paura, di dolore e di speranza.

Nicolò ce li presenta, ce li fa conoscere e amare: ora non possiamo più fare finta che non esistano e dormire il sonno dei giusti nelle nostre comode case.

Nicolò ci spinge a prendere atto delle condizioni in cui sono costretti a vivere; ci fa indignare, della sua stessa indignazione, di fronte ai loro diritti calpestati; sensibilizza le nostre coscienze anestetizzate al dramma di queste infanzie negate e ferite, tanto che vorremmo raggiungerlo e stare con lui in prima linea ad occuparci della loro assistenza ed educazione; infine, ci invita a diffondere il messaggi di questo libro.

Ci chiede di regalarlo, di parlarne, perché cada il velo che l’Europa ha posto davanti alla vita dei bambini nel campo profughi di Salos, e non solo in quello.

Più di tutto, credo, il giovane Nicolò – di straordinaria maturità per l’età – ci insegna a cullare le sue stesse convinzioni e speranze: che si possa lasciare il mondo migliore di quello che si è trovato, che la scuola e la formazione siano la chiave di volta per costruire e ampliare il futuro dei bambini, la fiducia che hanno in loro stessi, il ventaglio delle loro possibilità.
L’idea, insomma, che dovrebbe guidare le azioni di tutti coloro che si occupano di educazione.

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