Dal 1963 la cittadina di Bastia Umbra, a metà strada tra la santa Assisi e l’universitaria Perugia, si anima in occasione di una particolare manifestazione: il Palio de San Michele. In una regione come l’Umbria, densa di rievocazioni storiche, e spettacolari celebrazioni religiose, riesce difficile raccontare cosa sia per un bastiolo quella che ha prima vista possa sembrare un’altra delle tante feste paesane che riempiono l’estate degli italiani. Così, una regista figlia del posto, Giulia Binario, ha provato a raccontare emozioni e storie vissute durante questa festa nel suo film d’esordio, L’Invenzione della Tradizione (2020).

L’Invenzione della Tradizione segue il peregrinare, in una Bastia Umbra in piena festa, di un giovane, interpretato da Edoardo Lazzari. Attraverso i suoi occhi scopriamo i segreti e le dinamiche del Palio de San Michele. Attraverso il suo corpo entriamo nel vivo di una manifestazione che coinvolge migliaia di persone durante tutto l’anno, e non solamente durante i giorni prettamente dedicati alla festa.

Il Palio de San Michele è una strana festa di paese. Nessuna rievocazione storica né alcuna tradizione che si mantiene immutata da secoli. Quando la nuova Chiesa di San Michele Arcangelo viene inaugurata nel lontano 1962, il parroco di allora, Don Luigi Toppetti, insieme ad alcuni giovani, unisce alle funzione religiosa una manifestazione culturale.

Nascono in questo frangente i quattro rioni, che poi si sfideranno nei decenni a seguire. Ecco che la città si divide a partire proprio dalla piazza antistante la chiesa: verso la ferrovia c’è Portella; dalla parte opposta Moncioveta; verso Torgiano Sant’Angelo; e San Rocco lungo via Roma, la via principale di una cittadina in pieno sviluppo industriale.

La prima edizione ufficiale è del 1963, quando si corre per la prima volta la Lizza, la gara di corsa a staffetta finale che diventerà il culmine emotivo di mesi di preparazione.

L'invenzione della tradizione di Giulia Binario

Negli anni il Palio de San Michele cresce e si sviluppa. Si aggiungono i Giochi e le Sfilate, termini tanto generici da non dire nulla a chi si approccia a questa realtà dall’esterno. E proprio qui, entra in gioco il lavoro di Giulia Binario, che con L’Invenzione della Tradizione comunica, al di fuori della comunità di Bastia Umbra, il senso e l’essenza di una manifestazione così partecipata e sentita.

Infatti, lo studio del Palio, per la regista, è iniziato già con l’analisi etnografica per la tesi di laurea in Scienze Politiche indirizzo Servizio Sociale, nel 2016, Il Palio de San Michele a Bastia Umbra: Analisi su un caso di invenzione della tradizione. “Poi quando inizi a fare cinema- continua -tutti i maestri ti dicono di riprendere quello che hai intorno. Quando decidi di raccontare le cose che conosci, già parti bene. Poi mi piacciano le cose particolari. E il Palio de San Michele è una cosa particolare: è una festa che si esprime tramite i vari canali dell’arte, dal teatro alla musica, e anche lo sport. È una festa dove ognuno di noi, indipendentemente da quello che fa nella vita, ha uno spazio per potersi esprimere da un punto di vista anche artistico.”

Con L’Invenzione della Tradizione è come se si chiudesse un cerchio, nel raccontare la propria città, Giulia Binario è, infatti, originaria proprio di Bastia Umbra: “Volevo chiudere questo cerchio con la mia città. Nessuno aveva poi raccontato la storia del Palio, che è un nostro patrimonio, un patrimonio immateriale. Ho voluto raccontare questa storia, che ha molto di personale, essendo stata io stessa una rionale. Ho rivissuto molti momenti, belli e brutti, carichi di emozioni. È bello, un valore aggiunto raccontare da dove vieni.”

La produzione di un film non è mai facile. Ancor più difficile quando si è esordienti e si deve fare tutto in autonomia, come nel caso de L’Invenzione della Tradizione: “Girare questo film è stato complicatissimo. Senza una produzione parti con meno soldi, quindi ti devi ingegnare su tutti i problemi che incontri. È stato difficile raccontare una festa che è grandissima, e, anche a livello temporale, dura tantissimo, per tutti i giorni. Anche a livello di montaggio, per selezionare le parti interessanti da mostrare, è stato davvero complicato. Riprendere pure la Lizza è stata una grande sfida: è un documentario e in casi come questi è un buona la prima. Se viene bene bene, sennò perdi la Lizza. Inoltre, durante le Sfilate -che sono delle rappresentazioni teatrali in piazza- vengono utilizzate come colonna sonora delle canzoni protette dal diritto d’autore, che io non potevo utilizzare. Perciò ho dovuto recuperare gli attori, ridoppiare quelle scene e far comporre una nuova colonna sonora!”

La prima proiezione del film ha avuto luogo, in anteprima, il 7 luglio 2020 al Cinelido di Bastia Umbra, il cinema all’aperto promosso dal Cinema Esperia.

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