Una vita in più è un documentario realizzato all’interno della residenza artistica del programma Per Chi Crea 2019 di SIAE e MIBACT, grazie alla Fondazione La Città del Sole Onlus, all’Associazione RealMente APS/Numero Zero e allo staff del PerSo – Perugia Social Film Festival, con l’aiuto tecnico di Dromo Studio. Il cortometraggio racconta la storia di due donne, diverse per età e per storia, ma accomunate dalla voglia di modificare il corso delle loro vite.

Una vita in più e Il tempo non è denaro – Perugia protagonista

Una vita in più è il risultato di un lavoro di gruppo, realizzato all’interno della Residenza Artistica Il tempo non è denaro. Il cortometraggio è il frutto di un lavoro di squadra, che ha visto gli sceneggiatori prendere in esame le molteplici storie che sono connesse con la Banca del Tempo, associazione che ricopre un ruolo chiave all’interno del documentario ma sopratutto nella realtà perugina. La sua importanza all’interno della produzione si è rivelata fondamentale, tanto che parte del materiale non utilizzato nel montaggio finale di Una vita in più è stato utilizzato per la realizzazione di Il tempo non è denaro, breve documentario che racconta la nascita dell’associazione e la sua essenza.

In entrambi i cortometraggi la coprotagonista è Perugia, non con le solite vedute della città da cartolina, bensì una Perugia che si manifesta attraverso i suoi vicoli silenziosi, le strade solitarie e tranquille che si oppongono agli interni pregni di allegria ma sopratutto di vita, che si tratti dei locali della Banca del Tempo o delle case di una delle due protagoniste di Una vita in più.

Una foto del backstage. Foto di Elisa Clementelli.

Una vita in più – Il tempo di cambiare

Il docu – film Una vita in più è il frutto della collaborazione dei partecipanti al progetto Per chi crea che, in occasione della serata di presentazione del film, avuta luogo il 6 luglio nell’arena cinematografica posta ai Giardini Del Frontone, hanno avuto la possibilità di raccontare la loro esperienza, spiegando come è nato il film.

La maggior parte di noi non è di Perugia, e anche se in breve tempo, abbiamo cercato di approfondire la città, in particolare chi ci viveva sopratutto grazie a Borgo Bello che ci ha ospitati e la Banca del Tempo con cui abbiamo collaborato fin dal principio. […] Abbiamo scelto due donne le cui storie si intrecciano per temi e per contenuti. Sono le storie di Federica e Donatella” spiega Giulia La Penna, autrice del film assieme a Elisa Clementelli, Giacomo Della Rocca, Emanuele Mochi, Hleb Papou e Marco Schiavon.

Punto di partenza delle storie di entrambe le donne è il loro desiderio di cambiare il corso della propria vita. Attraverso una narrazione parallela, vediamo come sia Donatella Felicini che Federica Cecchetti attraversino un percorso di crescita, che le porti all’accettazione delle proprie fragilità e del proprio Io. Le due attrici, interpreti di loro stesse, hanno espresso la loro emozione nel poter partecipare al progetto e nel poter raccontare la propria storia.

Una foto del backstage. Foto di Elisa Clementelli.

Spero piaccia l’idea che anche le persone di una certa età sappiano come divertirsi, e devono imparare a divertirsi” commenta Donatella. “Alla mia età c’è un tempo molto grande in orizzontale. Sei libera di annoiarti, di divertirti, di donarti…ma hai un tempo in verticale che è ristretto. […]Questa è un’età bellissima. Non bisogna dire più devo, ma voglio“. Anche la storia di Federica, attraverso il krav maga, racconta di uno sviluppo interiore che l’ha portata ad essere più forte: “Per me è stata un’esperienza del tutto nuova, sopratutto uno spunto per guardarmi dentro. […] La storia di Donatella, che non ho conosciuto prima di vedere il montaggio finale, è stato un arricchimento anche per me. In fondo è la stessa storia

Una vita in più è una pellicola che evidenzia la possibilità di prendere in mano le redini della propria vita, senza alcun limite di tempo o di carattere, consapevole che anche il dolore può essere una base di partenza per la crescita personale.

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