Nel 2003 Jon Favreau, attore newyorchese di origine italo-canadese, porta nelle sale il suo secondo film da regista. Nel suo futuro ci saranno Iron Man e i remake in live action della Disney, ma in quel periodo dirige Will Ferrell in una simpatica commedia natalizia, Elf.

Proprio Will Ferrell è il protagonista di questa storia. Il comico americano è l’interprete di Buddy, un elfo molto particolare. Da neonato, infatti, il piccolo Buddy si era infilato nella sacca di Babbo Natale, arrivando così fino al Polo Nord. Adottato da una coppia di elfi, Buddy cresce così come un membro della comunità elfica del Polo Nord. Almeno fino ai trent’anni di età, quando la sua famiglia adottiva gli rileva la verità. Buddy, non avendo più certezze su chi sia veramente, decide di lasciare il Polo Nord per andare a conoscere i suoi genitori naturali: Walter Hobbs e Susan Wells.

Walter nemmeno sa di avere un figlio perché Susan, ormai passata a miglior vita, lo aveva dato in adozione subito dopo la nascita. In questi trent’anni, però, Walter si è creato una famiglia e si è trovato una carriera nel mondo dell’editoria in quel di New York City. Quando Buddy si presenta alla porta della casa editrice del padre, questo, ovviamente, lo fa allontanare. Ma quando l’elfo d’adozione si fa arrestare dopo aver provato a smascherare la truffa di un finto Babbo Natale al centro commerciale, Walter lo sottopone ad un test del DNA e lo riconosce come suo figlio.

Buddy inizia a vivere così con la sua nuova famiglia.

La storia di Elf è piena di magia e comicità. Questi due ingredienti creano un connubio divertente e spensierato che sfornano una perfetta commedia natalizia. Non mancano all’impasto l’amore romantico e quel senso di famiglia, che non può mai mancare in un film di Natale che si rispetti.

D’altronde Elf è un film che parla proprio di questo: di quanto sia importante la propria famiglia per capire chi si è realmente. Buddy, seppur si trovi bene al Polo Nord, capisce di non conoscere una parte della sua identità. Affrontare l’ignoto, e scoprire da dove si viene, è un momento imprescindibile nella crescita di ognuno di noi, che ci aiuta a capire dove vogliamo andare.

Scritto da David Berenbaum, con la partecipazione, oltre a Will Ferrell, di Zooey Deschanel, James Caan, Bob Newhart, Mary Steenburgen e Peter Dinklage, Elf si ispira, nella sua ambientazione, ai grandi classici natalizi degli anni Sessanta.

La suggestiva ambientazione del Polo Nord è stata ottenuta grazie all’utilizzo di tecniche quasi artigianali, lasciando poco spazio alla CGI. Nelle scene al Polo Nord, infatti, Jon Favreau si affida all’animazione in stop motion per dare vita ad alcuni simpatici personaggi. Per dare poi la sensazione che Buddy è effettivamente un umano fuori posto, il regista utilizza la prospettiva per alterare sullo schermo le dimensioni dei personaggi. Così, attori dalle dimensioni umane diventano dei veri e propri elfi.

Un altro grande stratagemma azzeccato dalla produzione è stato quello di girare le scene in esterna senza affidarsi a delle comparse, ma buttando Will Ferrell vestito da elfo nella calca quotidiana della Grande Mela. L’effetto comico riesce alla grande.

E per questo, ancora oggi, ci godiamo Elf e la sua buffa storia.

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