Lilo e Stitch è il classico Disney numero 42. Uscito nel 2002, il film è stato diretto da Dean Deblois e Chris Sanders. Nominato all’Oscar come miglior lungometraggio animato nel 2003, fu scalzato da La Città Incantata di Miyazaki che si aggiudicò il premio.

Probabilmente, se non avesse dovuto competere con l’inimitabile maestro giapponese, Lilo e Stitch avrebbe vinto l’Oscar perchè è, a mio parere, uno dei classici Disney più bello di sempre. La trama è articolata e il film mostra una forte attenzione per i dettagli della storia, del soundtrack, delle immagini e del doppiaggio.

La trama

Il film inizia sulla navicella spaziale della Confederazione Intergalattica, dove uno scienziato pazzo ha creato un essere con l’incarico di distruggere tutto ciò che vede: esperimento 626. Considerato pericoloso, il piccolo mostro viene messo su una navicella per essere abbandonato nello spazio aperto. Riuscito a fuggire, arriva sul pianeta terra. Sull’isola di Honolulu.

Qui, fingendosi un cane, viene adottato da Lilo e chiamato Stitch. Lilo è una ragazzina orfana, povera e senza amici che vive con la sorella Nani. Una bambina difficile che soffre di attacchi di rabbia e che è a un passo dall’essere sottratta alla sorella dagli assistenti sociali.

Stitch peggiorerà solo le cose, facendo perdere a Nani il suo lavoro e impedendole di trovarne un altro. Tuttavia, Stitch inizia ad amare Lilo e smette di distruggere tutto, andando contro alla sua stessa natura. Durante il film, il creatore di Stitch e l’ufficiale Pleakley inseguono il piccolo alieno per riportarlo indietro ed evitare che faccia danni.

Per chi non avesse mai visto il film, non svelo il dolce finale.

L’animazione

L’animazione è visibilmente diversa rispetto ai cartoni animati dello stesso periodo. Lo sfondo, ad acquarello, ricorda i classici degli anni ’40 ma è reso con colori più vividi e con maggior profondità. Sullo sfondo statico si muovono i personaggi, disegnati in un modo molto originale che si distacca dalla solita figura disneyana. Tanto che Lilo e Stitch, a prima vista, non si direbbe un film firmato Disney.

I momenti più belli e tecnicamente più curati sono le scene ambientate nel mare. Il film inizia con una bellissima introduzione di Lilo che nuota tra i pesci. L’animazione è molto realistica. Anche le scene di surf tra le onde hawaiane sono rese con grande maestria. Il mare è mostrato con un’abilità che non ha nulla da invidiare all’animazione di Oceania, realizzata 15 anni dopo.

La colonna sonora

Oltre all’originalità dell’animazione, un altro punto di forza del film è la colonna sonora. Essendo ambientato a Honolulu, Lilo e Stitch presenta un soundtrack interamente a tema. Si va da canzoni hawaiane a Elvis Presley. Il film si costituisce come una sorta di omaggio al re del rock ‘n roll.

Elvis Presley infatti era legato all’isola di Honolulu per via del suo disco Aloha from Hawaii. Inoltre, nel 1973 Presley fece un concerto nella capitale hawaiana che fu trasmesso in diretta televisiva in più di 40 paesi del mondo e visto da circa 1 miliardo e mezzo di persone. Il cantante era legato all’isola anche per alcuni suoi ruoli cinematografici che crearono l’iconica immagine di Elvis con la camicia hawaiana.

In una delle scene più suggestive dell’opera, Lilo cerca di educare Stitch prendendo Elvis a modello. Prima gli insegna a ballare, poi a suonare la chitarra. Lo veste e lo pettina alla Elvis e, infine, gli insegna a essere un donnaiolo. Tutto sulle note di Devil in disguise.

Ma sono tante le tracce di Presley che accompagnano le scene, arricchendo la storia con il loro ritmo e la loro energica allegria e mettendo il pubblico di buon umore.

La famiglia di Lilo

La famiglia di Lilo si costituisce come un protagonista della storia. Infatti, spesso il film si concentra sul concetto di famiglia, sulla sua importanza e su come una famiglia si può cercare, perdere o trovare. Lilo ha perso la sua famiglia, Stitch non ne ha mai avuta una. Lilo insegna a Stitch il valore della famiglia attraverso la storia del Brutto Anatroccolo che Stitch ama farsi raccontare prima di dormire. L’anatroccolo viene abbandonato, ma alla fine riesce a trovare i suoi veri genitori e a essere felice. C’è un continuo rimando tra la figura di Stitch e quella del brutto anatroccolo.

Il concetto di famiglia viene poi esplicitato attraverso la famosa espressione ohana. Una parola che Lilo e la sorella si dicono quando le cose vanno male, per ricordarsi di stare insieme. Infatti ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato.

Si raggiunge così il momento più alto del film, che ha commosso bambini e adulti e che rimane ancora oggi impresso nella memoria degli spettatori.

Scene e dettagli divertenti

Lilo e Stitch è anche un’opera estremamente divertente. La scena migliore è, senza dubbio, quella della visita dell’assistente sociale a casa di Nani. Con grandissima ironia il regista ci porta a riflettere sulla difficoltà di questa famiglia disastrata.

Un dettaglio molto buffo che si inserisce in tutto il film è la presenza di un personaggio estraneo alla storia che viene inquadrato varie volte mentre cerca di mangiarsi un gelato. La prima volta Lilo, che è un’amante delle fotografie, lo fa mettere in posa per fotografarlo e il gelato si scioglie e cade. Svariate volte accadrà lo stesso. Mentre l’uomo passeggia con il suo gelato, Lilo, Stitch o un’astronave aliena glielo faranno cadere e, per tutto il film, non riuscirà a mangiarlo.

Curiosità

Lilo e Stitch è il primo film d’animazione ambientato alle Hawaii. Per rendere l’ambientazione più realistica, il regista si è servito di doppiatori hawaiani per Nani e il suo ragazzo David (rispettivamente Tia Carrere e Jason Scott Lee) che hanno inserito nei dialoghi il dialetto hawaiano e alcuni slang del posto. Aspetto che si perde nel doppiaggio italiano.

Inoltre, quando il team della produzione del film visitò Honolulu per trarre ispirazione per il film (pratica tipica dei disegnatori disneyani) si imbatté nel termine ohana. La loro guida spiegò che si tratta di un concetto di famiglia allargata che unisce gli abitanti della piccola isola in una comunità, oltre alla famiglia di sangue. In un territorio estremamente affascinante ma anche estremamente povero, il concetto di ohana diventa fondamentale per la sopravvivenza pacifica dei suoi abitanti. Per questo i produttori hanno voluto enfatizzare questo termine tanto che, alla fine del film, persino gli alieni entrano a far parte dell’ohana di Lilo.

Un’ultima curiosità riguarda una scena rimossa dal film che ritraeva Stitch a bordo di un Boeing 747 mentre volava dentro la città per salvare Lilo, distruggendo palazzi in qua e là. Dopo l’attentato dell’11 settembre (realizzato con due boeing 767), la scena fu ritenuta inappropriata e rigirata sostituendo l’aereo con un’astronave e la città con la montagna.

Conclusioni

Lilo e Stitch è un film molto emozionante, come davvero pochi dei classici Disney prodotti negli ultimi vent’anni sanno essere. E’ un film che mostra una famiglia, che si autodefinisce disastrata, ricomporsi. E’ un film che con ironia e sincerità riflette sul significato dell’amicizia e della condivisione.

Quando c’è rispetto c’è ohana e ohana significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato nemmeno chi, come Stitch, è stato progettato per distruggere.

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