Eccolo il film della maturità di Tim Burton! Big Fish, uscito al cinema nel 2003, è un film veramente sublime che vede come protagonista Ewan McGregor nei panni di Edward Bloom, un inguaribile sognatore che per tutta la vita non ha fatto altro che raccontare gustosi e allo stesso tempo bizzarri aneddoti che lo hanno visto protagonista.

Il figlio Will (Billy Crudup), a differenza del genitore, è un tipo razionale e non ha mai visto di buon occhio questo comportamento paterno, scambiandolo spesso per egocentrismo e superficialità. Quando il giovane accorrerà al capezzale del padre in fin di vita avrà finalmente modo di conoscerlo intimamente venendo a conoscenza delle cose che ha detto seriamente e di quelle su cui ha mentito. Si accorgerà che spesso la differenza tra realtà e finzione risulta essere impercettibile, e che non c’è niente di male ad edulcorare un po’ la vita.

Le nostre esistenze infatti necessitano di verità e fantasia in egual misura. Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma del celeberrimo animatore statunitense Walt Disney: “Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà.”

Questo biopic fiabesco, tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, annovera nel cast, oltre al già citato McGregor, attori di prim’ordine come Danny de Vito, Steve Buscemi, Albert Finney, Helena Bonham Carter, Jessica Lange, l’incantevole Marion Cotillard e tanti altri.

In Big Fish c’è spazio per innumerevoli avventure da parte di un uomo che ha fatto della libertà il suo punto di forza per affrontare l’esistenza. Il titolo si riferisce proprio alla personalità di Edward, che si è sempre sentito svincolato dalle leggi che la società impone. Così come un grande pesce infatti il nostro protagonista non si è mai fatto catturare ed ha continuato a cercare la felicità attraversando molte acque prima di trovare la sua oasi.

John August, sceneggiatore di Big Fish, fu il primo a voler portare sul grande schermo il romanzo di Wallace. Pensate che inizialmente avrebbero dovuto esserci Steven Spielberg alla regia e Jack Nicholson come protagonista. In seguito la Columbia Pictures provò a coinvolgere nell’operazione Tim Burton, il quale accettò di buon grado la proposta definendo il copione la prima storia veramente unica offertagli dopo Beetlejuice – Spiritello porcello.

È veramente arduo etichettare Big Fish, un’opera totalmente riuscita che mescola sapientemente i generi più disparati. Burton rinuncia saggiamente a manierismi e virtuosismi che lo hanno reso celebre per raccontare una vicenda che arriva diritta al cuore e che tocca le corde profonde dell’animo umano senza rinunciare al divertimento e alla leggerezza.

Vi lascio con una bellissima frase pronunciata dal figlio Will che sintetizza l’importanza e la bellezza di avere il dono di raccontare storie: “Vi è mai capitato di sentire una barzelletta così tante volte da dimenticare perché è divertente? E poi la sentite di nuovo ed improvvisamente è nuova. E vi ricordate perché vi era piaciuta tanto la prima volta…a furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale.”

Capolavoro!

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