di Lorenzo Borzuola

Non c’è da dire molto sul conto di questi due personaggi dello spettacolo recentemente scomparsi e a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Sebbene avessero appeso al chiodo la loro professione ormai da svariati ani e fossero spariti senza tanti convenevoli, rimangono due volti storici della nostra cultura, cinematografica per uno e televisiva per l’altro. Due uomini d’intrattenimento nati in paesi diversi, con diversi ideali e portati a fare due cose diverse che non li avrebbero mai portati a incontrarsi, questo è più che certo. Ma nella mente e immaginazione di un bambino a cui piace il cinema, questo legame poteva essere saldato con più facilità, sfidando la noiosa realtà.

Felice Tortorella, in arte Cino, e Tomás Quintín Rodríguez Milián, alias Tomas Milian, sono volti noti nel cinema e nella televisione italiana. Sebbene più giovane, Milian si è spento alcune ore prima a Miami, dove viveva. Non credo di aver mai amato il personaggio di Nico Giraldi nè di quello de “Er Monnezza”, a mio parere esempio di farse sempliciotte, scurrili e senza freno; ma rendevano bene a quei tempi perciò era difficile fermare l’onda di guadagno. No, tutt’altro. Per quanto mi riguarda, la vena attoriale di Milian va ricercata altrove, nei ruoli in cui nessuno avrebbe mai creduto di riconoscerlo e solo nel momento in cui te ne rendi conto capisci che il ruolo del volgare poliziotto romano gli andava un poco stretto. Non una bravura prorompente ed energica, tuttavia una figura di interesse, anche se solo di contorno a volte, leggera e mai d’intralcio. Protagonista e interprete, caratterista apprezzato in centinaia di film sia italiani sia in opere straniere, sottoposto alle regie più svariate, da Monicelli a Spielberg, da Liliana Cavani a Dennis Hopper, da Carol Reed a Corbucci. Un Pezzo di cinema che se ne va.

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Assieme a lui, un pezzo di TV che non tornerà più. Chi può dimeticare le nuemrose partecipazioni televisive di Tortorella, per quelli un pò più giovani, diciamo così, ricordato meglio come Mago Zurlì, presentatore de Lo Zecchino d’Oro, programma canoro che tanta gioia e felicità riponeva negli animi degli spettatori, giovani e grandi, piccini o già decrepiti. Insomma, chi lavora per un sorriso e solo per un pò d’intrattenimento giornaliero, ha già fatto tanto nella sua vita e io voglio ricordare questi due personaggi per aver portato nella mia infanzia e in quella di molti altri, un pò di gioviale spensieratezza.

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