di Ettore Arcangeli

C’è un cinema nella città medievale di Perugia che ha una particolarità: permette alla comunità di usufruire dei suoi spazi. Così le associazioni culturali Le Jasmin e Français d’Ombrie hanno approfittato dell’opportunità e hanno organizzato un martedì sera alternativo alla dittatura della Champions League.

postmodernissimo

Il PostModernissimo ha così ospitato un aperitivo tunisino, seguito poi dalla proiezione del film Ma révolution. Con l’occasione, come hanno confessato gli organizzatori, si voleva presentare una visione non stereotipata della Tunisia e della Rivoluzione dei Gelsomini che nel 2011 ha portato alla fine del regime di Ben Alì. Uno sguardo senza pregiudizi verso una realtà che sembra lontana, ma che, invece, è molto più vicina di quanto si creda.

A cavallo tra dicembre 2010 e gennaio 2011 la Tunisia attraversa un periodo di forte agitazione popolare. Tutto parte dall’impressionante suicidio di Mohamed Bouazizi, piccolo venditore di frutta e verdura della provincia tunisina, datosi alle fiamme per protestare contro i continui soprusi delle corrotte autorità locali. Il suo gesto accese la scintilla del malcontento e il 14 gennaio 2011 il presidente Zine El-Abidine Ben Alì, in carica da 23 anni, fu costretto a lasciare il paese e a esiliarsi in Arabia Saudita.

È proprio dal giorno della fuga di Ben Alì che inizia la storia di Ma Révolution. Marwann è un quindicenne francese, di origine tunisina. Non conosce l’arabo e nemmeno gli arabi. Non è mai stato in Tunisia. È un francese e quello che accade nel paese africano non sembra interessargli. Uscendo però la sera stessa della fuga di Ben Alì, incontra per le strade di Parigi molti tunisini che cantano e ballano, festeggiando per la finestra di libertà che si spalanca ora per il loro paese. Marwann si unisce a loro nella festa e viene fotografato da una giornalista che usa la foto per la prima pagina di Libération del giorno dopo. La sua professoressa se ne accorge e porta in classe il giornale, facendo vedere ai compagni di Marwann quanto forte sia quello che crede essere il suo coinvolgimento nella Rivoluzione dei Gelsomini. Marwann lega così più facilmente con Sygrid, la compagna di classe di cui è innamorato, interessata a quello che accade in Tunisia. Convinto dal nonno, che afferma che i rivoluzionari sono pieni di donne, Marwann continua a partecipare alle manifestazioni e a portarci Sygrid. Il suo “impegno politico” è motivato da una ragazza. Come non capirlo?

Sta proprio qui la particolarità del film di Ramzi Ben Sliman. Il regista riesce a raccontare un momento fondamentale nella storia democratica del mondo arabo mantenendo questi eventi sullo sfondo, e concentrandosi sul rapporto tra Marwann e Sygrid e sulle loro difficoltà tipicamente adolescenziali.

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Il racconto, simpatico e spensierato, di una storia d’amore si intreccia con le vicende di una nazione, ben chiare ai genitori di Marwann. La madre, desiderosa di tornare dov’è nata per dare il suo contributo, e il padre, titubante, forse anche perché nato in Francia e tornato poche volte nella terra dei genitori, arrivano a prendere una decisione forte: ritornare in Tunisia. In questo frangente l’attivismo di Marwann si svela per quello che è, cioè un puro gioco di seduzione. Lui non vuole partire. Vuole rimanere in Francia, a Parigi, con Sygrid. Ma dovrà lo stesso affrontare il viaggio verso quel luogo dove poggiano le radici della sua famiglia. In Tunisia conoscerà quello che vuol dire vivere in un paese che vuole prendersi una libertà che mai vissuta appieno: prima sotto il giogo colonizzatore francese; poi sotto i regimi di Bourghiba prima, e Ben Alì poi.

Se ritornerà a Parigi, dalla sua Sygrid, oppure no, resta a voi scoprirlo.

ma révolution 2.jpg

4 commenti

  1. Rieccomi! A proposito di cinema fuori dal comune, qua a Firenze di recente ho scoperto un cinema che non credevo nemmeno potesse esistere: in sala ha tavoli e sedie come al ristorante, ti portano le ordinazioni prima dell’inizio e così puoi cenare mentre guardi il film. Ecco qua una foto della sala: https://www.google.it/search?q=cinema+firenze+via+dell%27ulivo&biw=1366&bih=638&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwidto6iuJLSAhXCVxQKHTnfBdwQ_AUICSgE#tbm=isch&q=spazio+alfieri+firenze&imgrc=Kh5MOxfvEGhgoM:

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    1. Questi cinema sono vere e proprie chicche. Perugia è piena di cinema piccoli e interessanti, che offrono spettacoli fuori dal circuito dei multisala.
      Poi Firenze è una città meravigliosa, e con questa foto dimostra di continuare a stupirmi sempre

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