Mandragoras. Questo cortometraggio di Francesco Longo, scritto assieme a Rebecca Neri, è una delle tante opere in concorso al festival horror Visioni Notturne. La sua semplicità nel narrare una storia dell’orrore ne fanno un prodotto fortemente legato a questo genere.

In questo caso il regista usa un purtroppo quotidiano problema, quello della violenza sulle donne, e ne fa il protagonista principale del suo corto. Il protagonista è infatti una donna. Una giovane ragazza che, come spesso accade, rimane vittima degli abusi da parte del proprio partner. C’è subito quindi la presenza femminile che delinea il confine con l’universo degli uomini e che subito mette le cose in chiaro: la donna è l’eroina.

All’elemento femmineo, Longo accosta la leggenda appropriandosi della grande tradizione mitologica, delle leggende popolari e della tragedia classica. Alla ragazza si accosta il mito della mandragola, pianta considerata, sin dall’antichità, alimento capace di sprigionare forze magiche lontane dal raziocinio umano. I due elementi si legano e lottano contro un unico grande nemico: il maschio alfa.

Picchiata fino a farle perdere i sensi dal suo fidanzato, una ragazza decide di vendicarsi ricorrendo alla magia. In un casolare misterioso trova alcuni barattoli contenenti delle radici di mandragola. Tornata a casa le cucina e trasforma il tutto in un’apparente appetitosa vellutata di verdure. La offre al suo uomo il quale si strafoga, ignaro di quello che di lì a poco succederà. Un istante dopo infatti comincia a sentirsi strano: la vendetta della ragazza si compie molto lentamente.

La protagonista, all’apparenza ingenua e debole, è in realtà una donna energica che combatte contro l’oppressione machista perpetrata da secoli nella società. Rasenta le eroine sanguinarie del cinema di Tarantino, e come una Black Mamba mette in pratica le sue doti per arrivare alla vendetta. Eppure il suo spirito è davvero molto simile alle eroine della tragedia classica di Euripide e Sofocle. Essa infatti è Medea per la violenza con la quale regola i conti. Allo stesso tempo è Cassandra, per l’astuzia e per la conoscenza di rituali magici.

Mandragoras, cortometraggio diretto da Francesco Longo, in concorso al Festival Visioni Notturne.
Una scena di Mandragoras, regia di Francesco Longo

Ma può essere considerata una strega? Nel Medioevo si riteneva che la mandragola avesse qualità magiche e niente ci vieta di pensare a qualche reincarnazione. Mandragoras, nella sua breve durata, è un cortometraggio lineare e chiaro: più che spaventoso, è disarmante. Sebbene la recitazione domestica e al quanto scarsa, Longo sottolinea il fatto che la donna ha da sempre avuto più risorse dell’uomo.

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