Tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso venne ritrovata nella cineteca brasileira di San Paolo, in Brasile, una copia in portoghese del film, fino ad allora creduto perduto, L’uomo meccanico.

L’uomo meccanico è uno dei primi film fantascientifici prodotti in Italia. Un’opera di cinema muto risalente al 1921, girata e scritta dal francese Andrè Deed.

Andrè Deed (1879- 1940) è stato un personaggio poliedrico, famoso sia in Francia che in Italia in vari ambiti del mondo dello spettacolo. Tra le varie opere da lui girate e interpretate spicca il progetto di un lungometraggio in tre parti a tema fantascientifico. La trilogia doveva essere composta da Il documento umano (1920), L’uomo meccanico (1921) e Gli strani amori di Mado, quest’ultima pellicola non fu però mai realizzata e delle prime due si conserva solo parte della seconda.

Dopo il suo ritrovamento in Brasile, il film venne restaurato dalla cineteca di Bologna nel 1992 e oggi è visibile sul sito in versione ridotta a 26 minuti rispetto ai 43 minuti totali di pellicola restaurata.

Nel 2019 L’uomo meccanico ha ripreso a vivere grazie a un progetto del gruppo post rock bolognese Earthset che, grazie a un’iniziale collaborazione con il Centro Musica di Modena, ha messo in musica il film, riuscendo poi ad ottenere l’appoggio della Cineteca di Bologna che è diventata partner del progetto (per saperne di più leggi la nostra intervista agli Earthset: Come nasce un cine-concerto)

Gli Earthset si sono occupati di musicare 43 minuti di pellicola, pensando varie tracce per accompagnare le scene del film e aumentarne la capacità comunicativa. Grazie a questo progetto è stato, ed è, possibile vedere la versione estesa de L’Uomo meccanico, non solo in Italia ma anche all’estero in quanto il gruppo bolognese lo ha portato in tour in varie città d’Europa.

Il progetto è ambizioso e ben fatto: il gruppo è riuscito a ricreare la giusta atmosfera e le giuste sonorità per accompagnare la visione del film.

La trama del film, di per sé, non è semplice e l’assenza del sonoro rende ancora più complessa la sua interpretazione. Grazie alle musiche degli Earthset, però, è più facile seguire lo svolgersi della pellicola e comprendere la vicenda. Infatti la musica asseconda e spiega le immagini, le ricrea.

L’uomo meccanico narra la storia di uno scienziato, il professor D’Ara, che inventa un super Robot dalle sembianze pseudo-umane. Una pericolosa banda di criminali riesce, con varie peripezie, ad uccidere lo scienziato e a rubare i suoi progetti per creare un secondo robot, malvagio. Il fratello del professore riuscirà a realizzare un terzo robot che batterà quello malvagio, salvando il mondo. La lotta tra i due automi è la prima di tutta la storia del cinema.

La colonna sonora pensata dagli Earthset ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte delle critica musicale ma anche dal pubblico; il loro tour ha infatti previsto numerose tappe. La loro musica risulta a volte angosciante e cupa, soprattutto quando accompagna scene che suggeriscono atmosfere di questo tipo, ma sa essere anche giocosa e allegra.

Mettere in musica i film muti è sicuramente una strategia vincente per aumentarne, non solo la comunicatività, ma anche la bellezza e la capacità di emozionare. Questo grazie alle proprietà del linguaggio musicale che da sempre ci emoziona e ci trasmette immagini e sensazioni. Quella degli Earthset, tra l’altro, è una musica particolarmente visiva, che cerca di portare alla mente immagini. In particolare è stata definita come “capace di far vedere il film anche ad occhi chiusi” nel blog di musica Vuoto – contenitore da riempire con suoni degni di note.

Nonostante a der Zweifel ci occupiamo principalmente di cinema e non siamo esperti di musica, non abbiamo potuto non accorgerci delle grandi capacità musicali del gruppo bolognese. La loro musica è frutto di uno studio e di una preparazione importante. Nelle tracce si trovano vari riferimenti alla musica classica che lasciano intravedere una conoscenza profonda della musica e della sua storia. Anche nella pagina facebook del gruppo è possibile farsi un’idea del background musicale dal quale hanno attinto per creare la colonna sonora de L’uomo meccanico. Le tracce, oltre ad essere di grande qualità in sé per sé, sono anche perfette ed efficaci per le scene del film per le quali sono state pensate e donano alla pellicola una nuova vita.

Personalmente non ho mai apprezzato il cinema muto e credo che, come me, molti non siano in grado di comprenderlo ma, grazie a questo progetto, L’uomo meccanico diventa moderno e accattivante. Ancora di più, grazie agli Earthset, L’uomo meccanico recupera un’emotività perduta in quasi cent’anni di oblio.

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