A distanza di otto anni da Diana – La storia segreta di Lady D torna sul grande schermo il mito della principessa del popolo per antonomasia. Mentre la pellicola di Oliver Hirschbiegel si concentrava sulle vicende accadute dopo la separazione consensuale tra Diana e il principe Carlo, Spencer di Pablo Larraín racconta ciò che è accaduto prima.

Il regista di Neruda e Jackie realizza un biopic intimo, offrendo un ritratto a trecentosessanta gradi della compianta principessa di Galles. Spencer vede Kristen Stewart incarnare una Lady Diana tormentata che cerca disperatamente una via di fuga dalla monotona e grigia vita di corte. Una vita nella quale si devono ineluttabilmente rispettare le regole del protocollo reale.

Il film di Larraín si svolge nel dicembre del 1991 ed è ambientato principalmente in una tenuta reale situata a Sandringham, nel Norfolk. La dimora in questione sotto certi aspetti ricorda l’Overlook Hotel di kubrickiana memoria. In entrambe le abitazioni i protagonisti perderanno progressivamente il controllo di loro stessi, arrivando addirittura ad avere le allucinazioni.

Kristen Stewart è monumentale nei panni della giovane principessa. La sua Diana somiglia per certi versi al fagiano che si vede durante la vicenda, ovvero ad un essere vivente bellissimo e puro circondato da individui pronti a tutto pur di minare la sua libertà. L’acclamata attrice statunitense, divenuta celebre con la saga di Twilight, offre la migliore interpretazione della sua carriera, dimostrando di riuscire a toccare magistralmente le corde più profonde dell’animo umano.

Un plauso alla bravissima Sally Hawkins. Lei, splendida protagonista del bellissimo The Shape of Water di Guillermo Del Toro, mette al servizio della storia tutta la sua sensibilità per ricoprire il ruolo di Maggie, la costumista di fiducia di Diana. Completano il cast i talentuosi Jack Farthing, Thimothy Spall, Sean Harris, Stella Gonet e Richard Sammel tra i tanti.

Spencer è un vero e proprio inno al coraggio e all’unicità. Diana infatti lotta fino allo stremo per essere se stessa, spronando i propri figli a cercare la felicità. D’altronde, citando il personaggio di Morgan Freeman nel capolavoro Le ali della libertà, “o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.” Per Diana è impossibile limitarsi ad esistere. Lei, nel bene e nel male, vive!

Pertinente col significato più recondito del film risulta il seguente aforisma del noto filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson: “Essere se stessi in un mondo che cerca continuamente di cambiarti è la più grande delle conquiste”. Nel film nonostante quello che accade, è la famiglia reale ad essere la vera vittima. Vittima di un mondo posticcio senza futuro in cui ci sono solamente il passato e il presente.

Quest’ultima fatica di Larraín funziona anche per merito di numerose sequenze oniriche dal forte impatto emotivo. L’opera in questione la si può anche definire come un thriller psicologico in cui Diana è perseguitata dal fantasma di Anna Bolena. Insomma, Spencer è un lungometraggio imperdibile per chi ama il cinema.

L’acclamato regista cileno induce lo spettatore ad assecondare i propri desideri e i propri istinti. Poiché siamo esseri umani, non valute!

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