Kiraigo è un film documentario apparso all’interno del Ravenna Nightmare, il festival dedicato al cinema del terrore, ma più in generale al cinema dark e che fa parte della sfera oscura. L’oscuro che prende varie forme. Nel caso di Kiraigo l’atmosfera dark si ritrova in una festa tradizionale giapponese e che si celebra ogni anno nel mese di agosto.

Il documentario è diretto da Murayama Masami, Kataoka Nozomi e Inoue Minoru. Kiraigo si pone all’interno della sezione del festival intitolata Ottobre Giapponese, e che va alla ricerca della vasta e variegata cultura nipponica. Il film è infatti una meravigliosa e affascinante testimonianza incentrata sulla scoperta e la descrizione dell’antico culto del “kiraigo”.

Kiraigo (2014) – La trama

Nella piccolo villaggio di Mushō nella provincia di Chiba, da secoli si celebra una sorta di evento teatrale e folcloristico intitolato appunto Kiraigo, ovvero La recita dell’inferno. Ad oggi, Mushō resta l’ultimo baluardo dove resiste tale celebrazione che poggia le sue radici sulla religione buddista e sull’antico culto dei demoni.

Kiraigo, film documentario del 2014 incentrato sull'antica recita dell'inferno che si tiene tutti gli anni nel villaggio giapponese di Mushō.
Una scena di Kiraigo (2014)

Nata sul finire del XVII secolo, la festa del Kiraigo tiene a che vedere con Buddha ma soprattutto con la venuta dei demoni. Il tema centrale è infatti l’inferno e le figure demoniache che lo abitano. Il Buddha sarà l’essere superiore che in qualche modo porterà luce e tranquillità anche nelle anime perdute.

Una volta all’anno, e sempre con la stessa vitalità, gli abitanti del villaggio si preparano con grande dedizione per questa, chiamiamola recita, ma che in realtà è una vera e propria azione sacrale. Una rappresentazione che serve a convivere con la paura e con i mali del mondo. Per questo motivo all’interno del rituale/spettacolo, oltre che ad attori adulti, prendono parte anche i più piccoli abitanti di Mushō. Questo per instillare in loro l’amore per la tradizione ma soprattutto per assorbire le prime grandi lezioni di vita e anche di teatro.

Anche i non nativi del villaggio, ovvero quelli che per vari motivi si sono trasferiti a Mushō, vengono trascinati a partecipare con gioia e devozione dalla forza del Kiraigo. Nemmeno il violento tifone del 1971, che in una sola notte spazzò via il tempio dove si usava allestire lo spettacolo, riuscì a fermare l’atteso evento.

Kiraigo è un documentario che ha a che fare con i culti macabri e pagani di un’antica civiltà. Le maschere, i costumi e i ruoli sono parte integrante dello spettacolo. La cosa che tuttavia affascina è la dedizione con la quale gli abitanti preparano, provano, recitano seguendo ancora antichi dettami teatrali, e tramandano con la tenacia di chi vive per questo. Per un giorno all’anno. Esempi di come la tradizione sia il collante di una comunità si vede in molte tradizioni e in molti angoli del mondo. In Italia, feste e riti come il Palio di Siena o la Festa dei Ceri, determinano la forza e la cultura di un popolo e di una città.

La stessa tradizione che non si ferma dinnanzi a nulla. Come il tifone non arrestò gli abitanti di Mushō così la guerra non paralizzò la Festa dei Ceri di Gubbio. In quel frangente furono le donne, data l’assenza dei maritati e l’ancor giovane età dei maschi, a portare a spalla per le vie della città le mastodontiche macchine lignee. La stessa tradizione che, a Mushō come in altre città e feste popolari, unisce e al contempo divide quella comunità dal resto del mondo.

Il Kiraigo richiama a sé molti visitatori eppure la peculiarità di quest’evento fa si che Mushō sia un gioiello ancora incontaminato nel mondo. Una fortezza che, nonostante il tempo sia passato, ancora custodisce un’abitudine che non si ritrova in nessun’altra parte del Giappone. Tale film descrive i costumi di quell’universo campestre, di quell’oasi inespugnata dove i demoni e Buddha convivono da secoli con l’uomo. Un posto dove l’uomo convive in pace con se stesso e con le altre creature in quello stesso ambiente abitano. Letteralmente la parola “mushō” significa “lascia vivere gli insetti”.

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