Quando Teresa si arrabbiò con Dio è un romanzo scritto nel 1992 da Alejandro Jodorowsky, noto regista surrealista cileno. Il libro racconta, in chiave surrealista seguendo lo stile inconfondibile dell’autore, la storia degli antenati della sua famiglia, concentrandosi in particolar modo sulla figura di Teresa, la nonna paterna.

La trama di Quando Teresa si arrabbiò con Dio

Teresa è ebrea e vive in Ucraina. Dopo la perdita del suo figlio prediletto, morte che la donna imputa alle volontà malate e sadiche di Dio, Teresa inizia a odiare il creatore. Questo odio porterà la famiglia ad attraversare l’oceano, approdando in Cile. Un viaggio in cui tutto sembra voluto dal destino, in cui nulla accade per caso ma tutto avviene, da centinaia di anni, al fine di fare incontrare Giacomo Jodorowsky (figlio di Teresa) con Sara Felicità e dalla loro unione far nascere Alejandro Jodorowsky.

Un disegno provvidenziale che unisce tutti i personaggi da 5 secoli, li fa viaggiare da un continente all’altro, li fa innamorare, li fa allontanare. Un disegno provvidenziale che non è voluto da quel Dio ebraico descritto come assassino e malvagio ma dallo stesso spirito di Jodorowsky. Peccando di ubris, l’autore mostra come la sua anima abbia pianificato gli incroci del suo albero genealogico, per incarnarsi nel giorno e nel luogo prestabiliti. Del resto ogni scrittore è artefice, e quindi Dio, del mondo che crea ed esso è frutto del suo piano provvidenziale.

Il romanzo ripercorre la storia all’indietro, fino a dei lontani antenati spagnoli del XV secolo. Da questi Alejandro avrebbe ereditato la capacità di leggere i tarocchi (attività a cui l’autore si dedica nella vita reale tenendo seminari, corsi e letture). Per poi oscillare tra questo lontanissimo passato e la storia dei nonni paterni e materni di Jodorowsky, ricostruendo attentamente il proprio albero genealogico.

Lo stile

Quando Teresa si arrabbiò con Dio è un romanzo surrealista che si avvicina al realismo magico di Gabriel Garcia Marquez o di Isabelle Allende, ma lo stile di Jodorowsky è inconfondibile. Gli elementi delle sue opere cinematografiche si ritrovano nel romanzo: avvenimenti incredibili, personaggi particolari e inverosimili, attenzioni erotiche intense, importanza di una spiritualità che si presenta in forma concreta, tutto mescolato con la realtà storica in cui le storie dei personaggi sono ambientate. In particolar modo, viene presentata la situazione degli operai argentini e cileni a inizio ‘900. Le prime battaglie per i diritti sul lavoro e il tentativo vano di seguire gli ideali russi.

Si percepisce la volontà di parlare delle tremenda situazione sociale che affligge il proletariato all’epoca dei suoi nonni e genitori, situazione che non cambia di molto durante gli anni di gioventù dell’autore, nato nel 1929. Anni che Jodorowsky racconta sia nel seguito di Quando Teresa si arrabbiò con Dio, sia in alcune opere cinematografiche autobiografiche recenti: La danza della realtà (2013) e Poesia senza fine (2016).

Conclusioni su Quando Teresa si arrabbiò con Dio

Jodorowsky sa parlare di sé stesso in maniera sorprendentemente unica, applicando le regole del surrealismo più irrazionale alla sua propria biografia. Lo fa con ironia tragica, ironizzando su un Dio malevolo e una società tirannica e presentando un mondo abitato da strani personaggi chiusi nelle proprie convinzioni e guidati dai loro impulsi ciechi, spesso soli, spesso vittime di meccanismi più grandi della loro volontà.

Jodorowsky è un’artista poliedrico e la bellezza di questo romanzo conferma la sua capacità di sorprendere il pubblico e invogliarlo alla lettura, imprigionandolo tra le pagine di una storia inverosimile e magica ma paradossalmente reale.

Quando Teresa si arrabbiò con Dio
Copertina di Quando Teresa si arrabbiò con Dio

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